Una visione della positività
Uno dei 6 esercizi di R. Steiner è la positività che ben si differenzia dalla visione new age dello stesso concetto.
FT
12/14/20251 min read


L'esercizio della positività proposto da Steiner consiste nel trovare almeno un aspetto positivo in qualunque situazione ci si presenti nella nostra vita quotidiana. Come dice l'autore si differenzia dal far diventare ciò che è nero di colore bianco e viceversa, ma, al contrario, si tratta di un esercizio attivo che mira a osservare in maniera spersonalizzata un evento e a focalizzarsi foss'anche sull'unico 1% di positivo che è presente.
Questo atteggiamento porta, se sviluppato correttamente, a manifestare la luce che è in ognuno di noi rendendola anche percepibile all'esterno. Questa luce è offuscata dal pensare, sentire e volere indirizzati al materialismo. Possiamo quindi riflettere sulla differenza che può esserci tra spensieratezza, allegria e gioia.
La spensieratezza è la caratteristica del bambino in cui l'Io ancora aleggia intorno come un involucro, non ancora incarnato e che vive il mondo come in un sogno.
L'allegria è una predisposizione che si manifesta all'esterno come una prontezza a godere del mondo, esprime leggerezza ma non è stabile poiché non ha radici profonde. Se vediamo una commedia diveniamo allegri ma se il finale è tragico ci resta l'amaro in bocca.
La gioia profonda esprime invece una diretta connessione col Sé. Anche in una situazione dove è presente la sofferenza si può manifestare gioia. La semplice allegria non può al contrario manifestarsi dove è presente la sofferenza. Tant'è che "Gioia" indica anche un oggetto prezioso, una gemma una pietra preziosa.
Questa pietra preziosa è quella che permette al saggio di andare sempre avanti, di non scoraggiarsi in un'impresa e di mantenere viva la sua intrepidezza.
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